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Sommerso
Colore Sommerso
Il Sommerso si realizza immergendo un nucleo di vetro parzialmente formato in uno o più strati di vetro colorato fuso, racchiudendo ciascuna tonalità nell'altra come gli strati di una gemma. Poiché le pareti restano spesse e perfettamente trasparenti, la luce penetra in profondità nel pezzo e viene rifratta dagli strati sospesi, creando una straordinaria sensazione di profondità, peso e movimento che cambia ruotandolo tra le mani. La tecnica raggiunse il suo apice moderno a Murano negli anni '30 e '40 grazie a designer come Carlo Scarpa e Flavio Poli per le fornaci Seguso e Venini, che unirono colori audaci e contrastanti a silhouette pure e scultoree. Oggi il sommerso resta tra le tecniche muranesi più ambite dai collezionisti, pregiato per vasi, coppe e sculture astratte in cui il colore sembra brillare da qualche punto nel cuore stesso del vetro.
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Filigrana
Fili di Vetro
La Filigrana — dal latino per 'filo' e 'grano' — inserisce sottili bacchette di vetro bianco (lattimo) o colorato dentro un corpo di cristallo trasparente, disponendole in modo che i fili formino righe, reti o fini nastri a spirale detti zanfirico. Padroneggiata a Murano nel Cinquecento, è tra i metodi veneziani più impegnativi: le canne preparate vanno accostate, fuse, raccolte e poi soffiate ruotando di continuo, perché il delicato motivo si distenda in modo uniforme senza collassare né deformarsi. Una stretta parente, il reticello, incrocia due strati di canne a spirale intrappolando una minuscola bolla d'aria in ogni rombo della rete. L'effetto è una raffinatezza aerea, simile a un merletto, divenuta simbolo dell'eleganza veneziana, ancora riservata ai calici, ai vasi e agli oggetti decorativi più pregiati, dove la precisione del lavoro a fili rivela inequivocabilmente la mano di un vero maestro.
3
Millefiori
Mille Fiori
Il Millefiori costruisce densi motivi floreali simili a gioielli a partire dalle sezioni trasversali di canne di vetro multicolore. Ogni motivo nasce come murrina: bacchette di vetro colorato vengono raggruppate, fuse e tirate in una canna lunga e sottile che conserva il disegno in miniatura per tutta la sua lunghezza. La canna viene raffreddata e tagliata in centinaia di piccoli dischetti, poi disposti a mano, uno a uno, prima di essere fusi insieme e modellati nell'oggetto finito. Il metodo ha origini antiche ma fu riscoperto e portato al suo apice a Murano nell'Ottocento, soprattutto nel fermacarte millefiori, dove centinaia di fiori realizzati singolarmente restano sospesi sotto una cupola impeccabile di vetro cristallino che funge da lente. Oggi è celebre anche in perle, coppe, pendenti e gioielli: ogni pezzo è un mosaico unico di fiori in miniatura.
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Murrina
La Canna Decorata
Le Murrine sono le sezioni decorate al cuore del millefiori e del vetro a mosaico veneziano. Per realizzarne una, il maestro sovrappone e raggruppa bacchette di vetro colorato per comporre un'immagine — un fiore, una stella, un motivo geometrico, persino un ritratto — poi riscalda il fascio finché diventa morbido e lo tira in una canna lunga e sottile. Sorprendentemente, il disegno si conserva in perfetta miniatura per tutta la lunghezza della canna, così tagliandola trasversalmente si ottengono dischetti che recano l'identico motivo. Queste fette possono essere fuse in pannelli piatti, raccolte su una forma soffiata o disposte come piccole tessere in una composizione più ampia. La tecnica discende direttamente dal vetro a mosaico dell'antica Roma e di Alessandria, andò perduta per secoli e fu faticosamente riscoperta a Murano nell'Ottocento. La murrina resta una delle firme più autentiche dell'arte e della pazienza dell'isola.
5
Avventurina
Vetro di Stelle
L'Avventurina sospende innumerevoli cristalli microscopici di rame metallico nel vetro, donandogli un caldo corpo bruno-dorato che scintilla dall'interno come cosparso di stelle — un effetto così ammirato da aver prestato il nome alla pietra avventurina che gli somiglia. Ottenerla è notoriamente imprevedibile: una quantità precisa di rame viene fusa nell'impasto, che va poi raffreddato con lentezza esatta e paziente affinché il rame precipiti in minuscoli cristalli riflettenti invece di dissolversi o ossidarsi. Troppo in fretta o troppo caldo, e la magia svanisce. Per questo la formula fu un segreto muranese gelosamente custodito per secoli, e l'avventurina di qualità è sempre stata rara e costosa. Essendo il materiale denso e intensamente colorato, si usa soprattutto in pezzi piccoli — gioielli, perle, fermacarte, dettagli decorativi e intarsi — dove la sua profondità mutevole e scintillante può essere ammirata da vicino e diventa il fulcro dell'opera.
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Battuto
La Finitura Battuta
Il Battuto è una tecnica a freddo eseguita dopo che il vetro si è completamente raffreddato e ricotto. Con ruote abrasive e mole, l'artigiano lavora la superficie creando un fitto motivo di piccole faccette irregolari e poco profonde, ognuna delle quali cattura la luce con un'angolazione leggermente diversa. Il risultato ricorda inequivocabilmente il metallo battuto a mano: morbido e opaco anziché lucido, diffonde la luce sulla superficie invece di rifletterla e invita al tatto quanto alla vista. Sviluppato e affinato a Murano nel Novecento — in particolare dalla manifattura Venini e da designer come Carlo e Tobia Scarpa — il battuto segnò una svolta deliberata verso una sensibilità più moderna, scultorea e tattile, in contrasto con le tradizioni brillanti e lucide che lo precedevano. Oggi è molto apprezzato dai collezionisti di vetro veneziano contemporaneo, e conferisce a vasi e oggetti d'arte una sofisticazione sobria e discreta.
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Ogni creazione della nostra collezione nasce da queste tecniche secolari, realizzata a mano dai maestri artigiani sull'isola di Murano.
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